Entro il mese di giugno di quest’anno entreranno in vigore le misure di moderazione del traffico e di riduzione della velocità nel Piano di Magadino sviluppate dalla Fondazione del Parco del Piano e condivise in seno a uno speciale Gruppo mobilità istituito dal Dipartimento del territorio, cui partecipano diversi portatori di interesse. Le misure, basate sull’articolo 39 delle Norme di attuazione del Piano di utilizzazione cantonale del Parco del Piano (PUC) in vigore dal 2015, riguardano direttamente anche la ciclovia Bellinzona-Valle Maggia.
Il progetto prevede che sulla rete stradale agricola nella parte del Piano a est di Cadenazzo e dello Stradonino, verso il Ponte di Gudo, la velocità sia ridotta da 80 a 50 km/h, pur trattandosi di aree fuori dai centri abitati. La circolazione in quel comparto sarà inoltre accessibile unicamente ai veicoli agricoli, ai residenti e a chi svolge “servizio a domicilio”, ma non sarà percorribile da chi attraversa quella parte del Piano per evitare le code sugli assi principali (traffico parassitario). Questo tipo di transito sarà infatti vietato. Le misure previste rispecchiano quelle già adottate più a ovest dello Stradonino qualche anno fa e renderanno uniforme la segnaletica su tutto il Piano di Magadino. Preconizzano anche l’alleggerimento di questa rete stradale dai camper e dalle roulotte dei turisti che si perdono seguendo le indicazioni proposte dal navigatore satellitare (GPS) o vogliono sfuggire al traffico intenso. La nuova segnaletica sarà riconosciuta da questo dispositivo elettronico.
La rete stradale in questione include anche la via ciclabile, ossia il Percorso 31 di Svizzera mobile, frequentata ogni anno da migliaia di ciclisti per gli spostamenti quotidiani e di svago, sportivi e turisti di tutta Europa. Per Pro Velo Ticino (PVT), che da anni chiedeva una moderazione del traffico e della velocità sul più lungo percorso ciclabile senza traffico del Ticino, la sicurezza dei ciclisti è sempre stata prioritaria. Il limite di velocità a 80 km/h era ritenuto inopportuno e non conforme alla funzione assunta negli anni dalla strada, un tempo prettamente agricola. Su alcuni tratti della stessa infatti la precedenza è data alle biciclette e ai pedoni, con apposita segnaletica, e i veicoli agricoli e quelli dei residenti possono circolare solo in via eccezionale. Invece su altri tratti, non specificamente segnalati, la velocità consentita ai veicoli a motore è troppo elevata (80 km/h) e mette in pericolo chi passeggia o pedala. Secondo PVT una maggiore riduzione (a 30 km/h) sarebbe stata più coerente con la destinazione della strada che, tra l’altro, ospita Slow Up, il maggiore evento in assoluto nel Cantone Ticino.
Il progetto della Fondazione del Parco del Piano di Magadino è condiviso oltre che dal Cantone, dai Comuni interessati, da organizzazioni agricole e da rappresentanti della polizia.
(immagine tratta da Ticino.ch)