Sono oltre 15 000 le persone che, lo scorso mese di marzo, hanno firmato l’appello di Pro velo Svizzera “Sostenere la bicicletta, non ostacolarla”.
Indirizzata il 3 giugno, in occasione della Giornata mondiale della bicicletta, al Consiglio federale e al parlamento, la richiesta è quella di impedire l’introduzione di nuove misure penalizzanti nei confronti dei ciclisti.
Invece di promuovere l’uso quotidiano della bicicletta, come richiesto nel 2018 dal 74% della popolazione svizzera, a Palazzo federale si prospetta infatti l’adozione di regole che vanno in tutt’altra direzione.
Diversi interventi parlamentari sollecitano, nella sessione in corso, nuove tasse per la bici, il ripristino della targhetta e diverse restrizioni per le bici-cargo. Normative che non aumenterebbero l’agio e la sicurezza dei ciclisti sulle nostre strade ma solo l’intervento burocratico. Disincentivi che oltretutto allontanerebbero l’obiettivo, fissato dalla Confederazione, di raddoppiare entro il 2035 i chilometri percorsi in bici.
Con questa prospettiva si pedala solo realizzando in tempi brevi infrastrutture ciclabili funzionali, prive di interruzioni e il più possibile separate dalla circolazione motorizzata, così come esige la Legge sulle via ciclabili entrata in vigore oltre tre anni fa.