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PAB 3: un passo nella giusta direzione, ma la visione d’insieme può essere migliorata

PRO VELO Ticino prende atto con soddisfazione degli indirizzi legati alla mobilità ciclistica contenuti nel Programma d’agglomerato del Bellinzonese di terza generazione (PAB 3), il quale indica tra i propri obiettivi:

  • il miglioramento dell’infrastruttura per la mobilità dolce;
  • il contenimento del trasporto individuale motorizzato a vantaggio di una migliore ripartizione modale;
  • l’orientamento degli spostamenti utilitari verso vettori di mobilità sostenibile.

PRO VELO Ticino incoraggia quindi le autorità preposte a perseguire gli obiettivi prefissati e si mette a disposizione, nei limiti delle proprie capacità, delle proprie competenze e nel rispetto dei ruoli istituzionali, quale supporto per agire in tal senso.

Proprio in quest’ottica, PRO VELO Ticino rileva che le misure in favore della mobilità ciclabile previste nel PAB 3 appaiono non sufficientemente coordinate tra di loro e non finalizzate ad un obiettivo preciso di incremento del numero di spostamenti in bicicletta. Si suggerisce quindi di redigere un piano della mobilità ciclistica valido per l’intero agglomerato. Si tratta di uno strumento pianificatorio adottato con successo in diverse realtà sia in Svizzera sia all’estero, che prevede, accanto agli interventi infrastrutturali, misure coordinate di comunicazione, promozione e marketing, le quali non sono menzionate nel PAB 3.

In merito alle misure previste nel PAB 3, PRO VELO Ticino suggerisce inoltre di:

  • sviluppare le fasi successive di progettazione utilizzando gli strumenti propri della pianificazione e della tecnica del traffico aggiornati allo stato dell’arte, per massimizzare l’attrattività e la sicurezza dei singoli interventi;
  • integrare nella rete ciclabile le zone 30 e le zone d’incontro, da estendere a tutte le strade interne ai quartieri prevedendo l’applicazione generalizzata del doppio senso ciclabile nelle strade a senso unico (salvo eccezioni motivate) e riducendo il più possibile il traffico parassitario;
  • integrare la mobilità ciclistica all’interno dei programmi di mobilità aziendali previsti per i comparti strategici di Castione, Giubiasco/Camorino e Cadenazzo/Sant’Antonino, tenendo in debita considerazione il potenziale della bicicletta per gli spostamenti casalavoro di breve raggio;
  • migliorare la qualità dei percorsi cicloturistici, in particolare il tratto del percorso nazionale no. 6 tra Arbedo, Lumino e San Vittore, il cui fondo particolarmente sconnesso lo rende praticabile con un certo agio soltanto con una mountain bike.

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